Sei poliziotti finiti in ospedale: otto giorni di prognosi ciascuno per un Funzionario, due Agenti della scientifica e due della territoriale, quindici giorni di prognosi per una Poliziotta. Ferito anche un Maresciallo dei Carabinieri. E’ il bilancio dell’ennesima guerra tra poveri che si è combattuta a Taranto. Da un lato un gruppo di cittadini disperati, che hanno difeso con la forza l’immobile che avevano occupato abusivamente. Dall’altro i Poliziotti, uomini e donne bistrattati e malpagati, ma nonostante tutto impegnati a fare il proprio dovere, a fare rispettare la legge anche di fronte a comprensibili situazioni di disagio e di sofferenza.
“Purtroppo una classe politica che non ha alcuna attenzione verso il disagio sociale, impegnata a gozzovigliare serenamente nei propri privilegi – dice Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia -, si libera del problema usando le Divise come capro espiatorio su cui far sfogare la rabbia della piazza. Le Forze dell’Ordine sono mandate a fare da scudo umano non alla legalità, ma all’incapacità della classe politica di dare risposte ai bisogni dei cittadini, sempre più stretti nella morsa della crisi economica e angosciati per il futuro delle proprie famiglie. Un disagio che le Forze dell’Ordine comprendono bene, poiché lo vivono quotidianamente. Per questo le botte ricevute feriscono due volte: nel fisico e, ancora più dolorosamente, nell’orgoglio. Eppure il senso del dovere ci tiene in prima linea nella difesa, sempre e comunque, della legalità. La grande professionalità e la sensibilità degli Agenti e dei Funzionari impegnati sul campo riesce sempre ad evitare che la situazione degeneri con conseguenze più gravi. Ma il prezzo pagato dalle Forze dell’Ordine è sempre troppo alto, non soltanto per l’inaccettabile numero di Aferiti in tempi cosiddetti di pace, di cui peraltro nessuno si accorge, ma soprattutto per la pesante umiliazione di sentirsi sfruttati e strumentalizzati da una classe politica irresponsabile, e per il timore di farsi difensori, oltre che della legge, di profonde ingiustizie perpetrate ai danni dei cittadini più deboli”.
Coisp
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